Ha solo 26 anni ed è un precario del Mattino, ma con i suoi articoli, da corrispondente di Torre Annunziata, non ha dato tregua alla camorra locale. Che lo uccide sotto casa, in piazza Leonardo, nella sua Mehari verde.  L’assassinio di Giancarlo Siani darà luogo a una complessa indagine durata 12 anni e con tre pentiti, che farà emergere come il giovanissimo giornalista avesse creato problemi ai boss locali Gionta, Nuvoletta e Bardellino facendo emergere gli intrecci tra politica e criminalità organizzata e scoprendo una serie di connivenze che si erano stabilmente create, all’indomani del terremoto, tra esponenti politici oplontini e il boss locale, Valentino Gionta.