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Napoli, musica ininterrotta
Napoli, musica ininterrotta

In occasione della mostra, il seminterrato di Villa Pignatelli si è trasformato in un percorso immersivo, itinerario ideale tra reale e fantastico: sala dopo sala, si è rivelato al pubblico un mondo scandito da note e parole, da luci e memorie, popolato da frammenti di scenografie teatrali e da immagini che hanno dato corpo e storia alla musica di una città.
Oggetti d’epoca e elementi di scenografia, originali o realizzati su progetto del maestro Nicola Rubertelli: tracce, tasselli, capitoli di un racconto che il visitatore è stato invitato a ricostruire.
100 anni di vita e di storia della Scarlatti e di Napoli, raccontati attraverso una pluralità di contributi, anche dalle voci di testimoni illustri e da incursioni nell’arte e nel teatro e nel cinema, con i film ‘o principino e Il sogno autunnale con una Emilia Gubitosigiovane e risoluta protagonista che invita a proseguire lungo il cammino tracciato dall’Associazione con la stessa passione e caparbietà, senza mai smettere di guardare al futuro.

Musica di Insieme
Musica di Insieme

All’inizio degli anni ‘70 su iniziativa di Gianni Eminente e di Salvatore Accardo furono organizzate le Settimane Internazionali della Musica di Insieme di Napoli. Dopo le prime due edizioni le Settimane furono spostate a Villa Pignatelli, l’elegante dimora a ridosso del lungomare che per diversi motivi rappresenterà l’ambiente ideale per questi eventi di musica da camera. Furono testimoni di questa stagione due, allora, giovani fotografi, Luciano Furia e Felice Biasco, che documentarono dall’interno la vita quotidiana degli artisti per i giornali e per i musicisti stessi, con foto informali, intime ed esclusive. Nella veranda di ViIla Pignatelli, infatti, iniziò a crescere un’alleanza fra musicisti e spettatori, molti di loro giovanissimi adolescenti che marinavano la scuola per poter assistere alle prove di musicisti di classica. La messa a punto in poche ore di complessi pezzi musicali, del repertorio sia classico che moderno, rendeva il pubblico partecipe di una sorta di magia, complice sicuramente la distanza fisica minima, fra esecutori e spettatori.