Perché la musica non solo arriva al cuore, ma anche apre la mente, costruisce ponti per il futuro, insegna a riconoscere la bellezza. Insegna ad ascoltare: gli altri, la vita, se stessi.

Si chiude con queste parole il film ‘o principino, in scena il giovanissimo Marco Ippolito. Marco è uno degli oltre 350 ragazzi che dal 2014 hanno preso parte al progetto Canta, suona e cammina, ideato e promosso dalla Regione Campania e dalla Curia Arcivescovile di Napoli, realizzato dalla Scabec in collaborazione con la Fondazione Fare Chiesa e Città. Un’esperienza formativa unica, rivolta a ragazzi dagli 8 ai 15 anni, che vede la musica come strumento di crescita culturale e sociale.

Sapete perché li chiamiamo strumenti? Perché sono qualcosa con cui si costruisce.

Sono le parole di Emilia Gubitosi ne Il sogno autunnale. Ad ascoltarla Ludovica Cristofari, che ha mosso i suoi primi passi nella musica partecipando a Canta, suona e cammina. Con uno staff di 50 maestri, educatori e coordinatori e grazie alla collaborazione di associazioni, centri educativi e parrocchie, il progetto promuove la cultura e la pratica della musica bandistica in alcune delle aree più difficili di Napoli e dei comuni limitrofi di Afragola, Ercolano, Pompei e Torre del Greco. Perché la musica è linguaggio di fratellanza e l’orchestra un embrione della società, in cui ognuno trova il proprio ruolo solo imparando ad ascoltare le voci degli altri.