Intervista a Gilberto Corbellini
Aristotele scrive di musica e la cosa sorprendente è che include il suo pensiero nel capitolo della politica. Questo lascerebbe pensare alla attività della Scarlatti come ad una attività politica nel senso greco del termine. Ci dia la sua motivazione. Gli ultimi trenta anni hai visto le scienze neurali aprire una serie di conoscenze nel mondo delle scienze cognitive. Come si colloca la musica in questo tipo di ricerca, quali sono le basi di conoscenza che è in grado di indurre Quale è la sua posizione nel dibattito secondo cui è utile e necessario insegnare l’ascolto ai bambini fin da piccoli? L’orecchio è un organo passivo ? Chiamiamo strumenti la chitarra o il pianoforte e non utensili, che ruolo può aver avuto nella evoluzione dell’uomo la costruzione di oggetti adatti a emettere suoni? Pensa che l’educazione all’ascolto consapevole o l’educazione alla polifonia, l’insieme più importante del singolo possa indurre comportamenti morali più utili alla collettività La struttura di regole necessaria a vivere la musica in modo attivo comporta un aspetto cognitivo utile a qualsiasi altra disciplina? Esistono ancora le due culture: scientifica e umanistica di cui parlava Charles Percy Snow? L’educazione alla musica da un contributo importante alla formulazione di pensieri astratti e di concetti, vuole chiarirci quale sia la posizione della scienza in questo ambito come passo importante della nostra evoluzione? Vogliamo cancellare la contrapposizione che ancora esiste nell’immaginario popolare tra cultura umanistica e cultura scientifica? Studi recenti indicano una sorta di inversione di tendenza tra le possibilità lavorative dei tecnici rispetto agli umanisti in genere. Quale è la realtà nell’immediato futuro del mercato europeo? Il relativismo impera in alcuni ambienti. Tutto è allo stesso livello, non esistono esperti, esperienze migliori di altre. Anche la competenza ne soffre e qualche volta diventa un handicap. Come la vede lei? Negli ambienti musicali si chiama “maestro” chi insegna. Sembra che la nostra società cominci a pensare di poter vivere facendo a meno di chi insegna. “tanto c’è internet” qualcuno dice. San Tommaso compara il lavoro del maestro a quello di una levatrice. Quale è il suo pensiero in proposito? Il dibattito sulla improvvisazione in musica fa pensare alle posizioni filosofiche tipo quelle di Spinoza per cui la libertà prevede limiti all’interno dei quali muoversi per non essere solo arbitrio. La musica in questo è grande maestra anche di vita. Quale è la sua posizione?
Intervista a Luca De Fusco
Un pensiero personale sull’esperienza delle settimane di musica d’insieme e della Associazione Scarlatti in relazione alla vita di uno studente che si stava formando a diventare un intellettuale al servizio della città L’esperienza della Scarlatti ha influito ed è stata a sua volta influenzata dalla relazione politica – cultura che si è instaurata in alcuni settori del movimento studentesco del ’68? Il mondo dei social sembra ammalato di relativismo. Ogni opinione è uguale a qualsiasi altra e quando coincide con la propria è considerata una verità. Gli antichi greci usavano il mito e la tragedia per rappresentare moti universali, e noi? Quanto della sua formazione artistica di oggi deve, secondo lei, alle esperienze di organizzazione e fruizione della musica che l?Associazione Scarlatti offriva alla città di Napoli? La musica sembra essere dappertutto, attraverso le cuffiette sempre più protesi dell’orecchio, eppure l’educazione musicale non è certo una priorità di questo paese. A cosa serve questa ubriacatura di musica a tutte le ore? Aristotele scrive di musica e la cosa sorprendente è che include il suo pensiero nel capitolo della politica. Questo lascerebbe pensare alla attività della Scarlatti come ad una attività politica nel senso greco del termine. Ci dia la sua motivazione. La musica fonde razionalità e emozione per portarla verso il suo pubblico; e il teatro? Pensa che il pubblico possa essere formato? Si impara a interpretare uno spettacolo o ad emozionarsi con una musica? È ancora possibile secondo lei coniugare l’essere popolari presso ilgrande pubblico con l’essere rigorosi in termini di qualità dell’offerta? Come vede la distanza che esiste oggi tra politica e cultura rispetto a poche decine di anni or sono? Cosa sta provocando? Negli ambienti musicali si chiama “maestro” chi insegna. Sembra che la nostra società cominci a pensare di poter vivere facendo a meno di chi insegna. “tanto c’è internet” qualcuno dice. San Tommaso compara il lavoro del maestro a quello di una levatrice. Quale è il suo pensiero in proposito? Cosa risponde a chi sostiene che nell’era in cui tutto è in rete non c’è più bisogno di studiare? Visto che lei è un regista, che relazione vede tra la realtà che oggi si tende ad “aumentare” e l’immaginazione che ciascun artista usa nella sua rappresentazione? Faccia un augurio che sente di fare alla Scarlatti e racconti ai nostri visitatori perché il lavoro della Associazione è importante.
Intervista a Antonio Florio
Intervista a Titti Marrone
Il sogno di Emilia Gubitosi si realizza in una città abituata a sognare. Cosa ci dice in proposito? La civiltà della conversazione come rete di rapporti tra l’aristocrazia napoletana e la borghesia culturale ha visto sempre le donne protagoniste. Ci racconta la sua visione? La cultura diventa una barriera all’imbarbarimento dei costumi? Quale il ruolo di Salvatore Di Giacomo nella realizzazione del sogno che sfocia nella associazione Scarlatti Il fatto che i conservatori napoletani all’origine fossero istituzioni per aiutare l’infanzia abbandonata può essere concepito come la conseguenza del fatto che nel DNA dei napoletani esiste da sempre il “caffè sospeso”? Emilia Gubitosi prima donna a conseguire il diploma di composizione, un primato personale o una caratteristica della borghesia napoletana del tempo? La civiltà della conversazione rimanda all’uso della parola e del pensiero astratto come capacità di esprimere concetti. Anche in questo senso le scuole filosofiche napoletane si sono distinta non poco e non hanno nulla da invidiare al resto d’Europa L’associazione Scarlatti promuove iniziative di coesione sociale attraverso la musica dedicate ai bambini che vivono in ambienti disagiati o in zone della città a rischio disagio. Credi che siano un volano utile a creare una nuova cultura anche in quegli ambienti? Emilia Gubitosi crea un coro in una terra di solisti. Che coraggio!!! Negli ambienti musicali si chiama “maestro” chi insegna. Sembra che la nostra società cominci a pensare di poter vivere facendo a meno di chi insegna. “tanto c’è internet” qualcuno dice. San Tommaso compara il lavoro del maestro a quello di una levatrice. Quale è il suo pensiero in proposito? Vuole dire ai nostri visitatori per quale motivo e quali vantaggi culturali attiene avvicinandosi alle iniziative della Associazione Scarlatti?
Intervista a Flavia Nardelli
Cento anni di musica ininterrotta, un primato per la Scarlatti ed un ruolo politico culturale per le fondazioni culturali? Aristotele scrive di musica e la cosa sorprendente è che include il suo pensiero nel capitolo della politica. Questo lascerebbe pensare alla attività della Scarlatti come ad una attività politica nel senso greco del termine. Ci dia la sua motivazione. La storia dei conservatori napoletani è una storia di assistenza all’infanzia in condizioni di difficoltà e ha contribuito non poco alla mobilità sociale. La musica in generale è coesione sociale. Come vade dal punto di vista politico e organizzativo questa tematica? La forza di Emilia Gubitosi è tutta dentro la forza e la determinazione di una cultura che costruisce per la propria città una dimensione del tutto nuova ed ancora attuale. È la forza di una donna? I dati anche quest’anno puniscono il nostro paese, sembra che l’analfabetismo di ritorno sia una costante di questi anni. Quali possono essere le contromisure a questa deriva? Crede che la politica abbia fatto abbastanza per la promozione dei settori musicali ed artistici in generale? Quale contributo possono dare alla società civile? Negli ambienti musicali si chiama “maestro” chi insegna. Sembra che la nostra società cominci a pensare di poter vivere facendo a meno di chi insegna. “tanto c’è internet” qualcuno dice. San Tommaso compara il lavoro del maestro a quello di una levatrice. Quale è il suo pensiero in proposito?
Intervista a Eugenio Ottieri
Intervista a Rosanna Purchia
Intervista a Tommaso Rossi
Come direttore artistico della associazione Scarlatti che effetto le fa essere al posto di chi ha fatto una parte della storia musicale napoletana? Quale rapporto l’associazione ha con il passato glorioso della musica napoletana nella programmazione contemporanea? Quale il clima culturale nel quale l’associazione è stata concepita cento anni fa? Esisteva nella cultura delle madri costituenti e della lite culturale del periodo la convinzione che una associazione musicale oltre che alla musica potesse giovare alla civiltà ed alla coesione sociale della città? Pensa che condizione in cui la musica versa negli ordinamenti scolastici italiani sia sufficiente a creare una capacità di ascolto consapevole? La discrepanza tra l’importanza della musica come formazione del cittadino e la poca attenzione che la scuola le dedica dipende dalla poca cultura della società civile o dal divorzio tra politica e cultura? Esiste un rapporto diretto tra la cultura musicale e lo sviluppo delle capacità cognitive dell’individuo? Può l’educazione musicale contribuire alle capacità di astrazione e delle giovani generazioni? Come la musica d’insieme contribuisce alla coesione sociale in una città complessa come Napoli? Fare un coro in una terra di solisti è una sfida, scrisse Emilia Gubitosi in una lettera ormai storica, si tratta di un problema solo tecnico o sociale? Perché uno dei giovani visitatori di questa mostra dovrebbe avvicinarsi alle attività della associazione Scarlatti?
Intervista a Daniela Tortora
Intervista a Stefano Bollani
Che relazione c’è secondo te tra la nota scritta e il suono che voi interpreti generate? Quale ruolo l’educazione all’ascolto della musica fatta nelle scuole avrebbe se fosse fatta a regola d’arte ? Quali azioni dovrebbe intraprendere l’organizzazione della scuola in favore della cultura musicale? Perché secondo te in Italia l’insegnamento della musica nelle scuole è carente? Servono ancora i maestri? Musica d’insieme, non credi che la parola magica sia insieme? Nella improvvisazione che ruolo giocano le regole della struttura musicale? Nella tua musica è centrale l’arricchimento che porti dentro dalle culture diverse dalla nostra e che fai dialogare in maniera magnifica. Come ti poni di fronte alla diversità? L’apparato uditivo secondo i neuro scienziati è attiguo alle sensazioni importanti alla vita. Per questo la musica ci aiuta? Torniamo alla parola insieme. L’educazione musicale aiuta il senso morale? E pluribus unum è il motto della rivoluzione Americana. Esiste una relazione tra polifonia e democrazia? Cultura alta e cultura bassa, esistono? Esiste una ricetta per produrre musica colta e contemporaneamente popolare? Riccardo Muti nel suo libro, a proposito del suo lavoro su Beethoven, parla del “coraggio di avventurarsi nel mistero che è il cuore ineffabile della musica di Beethoven” A parte Beethoven potrebbe essere la frase scritta da un astrofisico di fronte ai misteri dell’universo. È un caso? Calvino scrisse: Un paese che distrugge la sua scuola non lo fa perché le risorse mancano, ma perché è governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere. Franco Michele Napolitano scrisse: L’arte è la bussola con cui dobbiamo guidare gli uomini, specialmente i giovani per avvicinarli tra loro e favorire la reciproca comprensione. Vuoi dire ai nostri visitatori perché continuare a frequentare la Scarlatti anche dopo la visita a questa mostra?
Intervista a Vincenzo De Gregorio
Una testimonianza su Emilia Gubitosi per quello che ha lasciato alla musica ed alla vita civile e culturale Napoletana. Come ce la possiamo immaginare tra i vicoli del centro che a quei tempi erano il luogo dell’alta borghesia intellettuale di Napoli Possiamo Parlare di Emilia Gubitosi rivoluzionaria culturalmente parlando? La Scarlatti diventa da subito la sede della intellighenzia napoletana ? Ci racconta la storia di una chiesa distrutta dai bombardamenti e dall’abbandono e oggi patrimonio della cultura a due passi dal conservatorio di Napoli? Mi dica cosa c’entra Andy Warhol in una chiesa? L’arte in generale gioca un ruolo nel preservare e interpretare i tempi in cui produce? Si può educare all’ascolto? Se si lo ritiene utile al vivere civile oltre che al piacere della musica? Quale fu la funzione del coro che Emilia Gubitosi fondò? E ancora viva quella funzione specifica? La musica è fatta di regole da osservare, suonare aiuta al vivere civile? Ci racconta da protagonista il successo delle settimane di musica d’insieme? Mi sono fatto l’idea che nella musica d’insieme la parola magica sia insieme. Lei cosa ne pensa? E pluribus unum. La polifonia è legata alla democrazia come forma di convivenza? Chi dirige, è una autorità morale e non giuridica. Sembra come se la musica potesse dare lezioni alla politica. È così? Come deve porsi un interprete di fonte alla pagina di un autore del passato? Che rapporto esiste tra la nota scritta e il suono che l’interprete genera con il suo strumento Servono ancora i maestri in un’epoca che tende a cancellare la mediazione? Può sintetizzare per i nostri visitatori l’importanza della scuola napoletana rispetto alla grande musica Europea che ha per lo meno influenzato? Racconti con una immagine quanto la scuola Napoletana ha dato alla musica europea. La musica a napoli ha consentito la mobilità sociale quando questo termine ancora non si conosceva, e così? Senza i nostri mezzi di comunicazione la musica viaggiava e arricchiva popoli diversi per formazione e per indole, come è successo tutto questo? Che funzione ha avuto la musica nelle liturgie della chiesa? l’arte sacra ha avuto un ruolo importante della storia dell’arte stessa. Emilia Gubitosi scrive che ce l’ha fatta, si, ma ha mangiato tossico per quaranta anni. Perché? Noi consideriamo l’improvvisazione come il patrimonio del Jazz. Ma anche la musica barocca era per lo più improvvisata Nella sala Scarlatti del conservatorio c’è un organo, Franco Michele Napolitano era un organista di altissimo livello. Tutto questo ha contribuito a sdoganare questo strumento al di fuori della liturgia ecclesiastica? Sembra un altro primato di Napoli. Ci traccia una caratteristica della musica per organo fuori della Chiesa? Aristotele fu tra i primi a scrivere di musica, ma la cosa che colpisce è che il paragrafo è inserito nel libro della Politica. Contributo alla vita civile, come quello della Scarlatti? La musica riprodotta attraverso mezzi tecnologici è un fenomeno relativamente recente, dalla radio all’mp3 sono passati solo pochi anni. Si vedono ovunque persone con le cuffiette che ascoltano musica. Che fenomeno è secondo lei? Come valuta dal punto di vista sociale la possibilità di riprodurre la musica rispetto al concerto dal vivo? Lei una volta ha detto che gli aggettivi in musica non esistono. Ce lo spiega? Può esistere un approccio solo emotivo all’ascolto della musica? Riccardo Muti nel suo libro, a proposito del suo lavoro su Beethoven, parla del “coraggio di avventurarsi nel mistero che è il cuore ineffabile della musica di Beethoven” A parte Beethoven potrebbe essere la frase scritta da un astrofisico di fronte ai misteri dell’universo. È un caso? Calvino scrisse: Un paese che distrugge la sua scuola non lo fa perché le risorse mancano, ma perché è governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere. Franco Michele Napolitano scrisse: L’arte è la bussola con cui dobbiamo guidare gli uomini, specialmente i giovani per avvicinarli tra loro e favorire la reciproca comprensione. Esiste una ricetta per produrre musica colta diventando anche popolari? Vuoi dire ai nostri visitatori perché continuare a frequentare la Scarlatti anche dopo la visita a questa mostra?
Intervista a Salvatore Accardo
Lei ha più volte parlato di ignoranza musicale diffusa. Ci spiega cosa intende? Ci fa un esempio concreto dei vantaggi che la musica può dare alla vita civile? Saper ascoltare è un vantaggio per la vita di ciascuno indipendentemente dalla musica, non crede? Come la musica sviluppa le capacità di stare insieme con rispetto e ascolto reciproco? Come nacquero le settimane di musica d’insieme? Quali libertà un interpreta ha rispetto al compositore? Vede una relazione tra le istanze del ’68 e le prove aperte al pubblico che proponeste a Napoli? Quale fu la reazione di Gianni Eminente alla proposta di Musica d’Insieme? Quanto crede che l’attività della Scarlatti abbia contribuito alla vita civile e culturale di Napoli? Emilia Gubitosi scrive di aver “mangiato tossico” per riuscire nel suo progetto. Napoli sa essere anche una città difficile? Nel polilemma musica d’insieme la parola magica è insieme? “Insieme” di quel progetto coinvolgeva anche il pubblico Il direttore d’orchestra è una autorità morale e non giuridica, è vera questa affermazione? Toscanini era considerato un dittatore e temuto dagli orchestrali Ci da un esempio della importanza della scuola napoletana nella grande musica europea? Che rapporto esiste tra la nota scritta e il suono che l’interprete genera? L’interpretazione di un autore del passato muta nel tempo e risente delle proposte delle nuove generazioni di musicisti Cosa è per Lei l’improvvisazione? Noi la consideriamo un patrimonio del Jazz, ma la musica barocca era improvvisata Con la Scarlatti ed il Maestro De Simone lei ha collaborato intensamente, ci ricorda quel clima? Lei pensa che l’educazione musicale contribuisca ad un maggior senso morale? Le neuro scienze dimostrano oggi come le sezioni del cervello dedicate all’ascolto siano contigue a quelle che controllano le sensazioni, la stupisce? La riproducibilità tecnica della musica ha allargato il pubblico dei concerti? L’ascolto è più istintivo o razionale? L musica si assorbe o si capisce? Cultura alta e cultura bassa: esistono? Quale è la ricetta se c’è, per restare musicisti colti e diventare popolari allo stesso tempo? Viviamo una epoca che tende a sopprimere la mediazione, ma si può vivere senza maestri? Riccardo Muti nel suo libro, a proposito del suo lavoro su Beethoven, parla del “coraggio di avventurarsi nel mistero che è il cuore ineffabile della musica di Beethoven” A parte Beethoven potrebbe essere la frase scritta da un astrofisico di fronte ai misteri dell’universo. È un caso? Calvino scrisse: Un paese che distrugge la sua scuola non lo fa perché le risorse mancano, ma perché è governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere. Dica ai nostri visitatori perché dopo la mostra è necessario che restino vicini alla Associazione Scarlatti
Intervista a Oreste de Divitiis