Grazie alla facoltosa famiglia di appartenenza, l’elargizione dei fondi necessari all’impresa, nonché il sostegno da parte del mondo imprenditoriale e nobiliare napoletano, se
Di Giacomo e Tebaldini procurano l’altrettanto fondamentale ancoraggio della Scarlatti alle forze intellettuali e musicali di maggior spicco nella Napoli, ovvero nell’Italia, di inizio secolo, la storia personale della Gubitosi, nonché quella dell’associazione Scarlatti, hanno nella figura di Franco Michele Napolitano (1887-1960), compagno di studi, marito e collega all’interno del Conservatorio San Pietro a Majella, ancorché organista compositore e direttore d’orchestra, l’imprescindibile chiave di volta dell’intero assetto esistenziale e professionale.