Alla Scarlatti va dato il merito di aver portato, unica in città, un mostro sacro della musica di oggi quale Steve Reich, e poi quello di avere integrato la propria indagine sul pianoforte attraverso il coinvolgimento di grandi jazzisti come Chick Corea e Brad Mehldau, Jacques Loussier e Uri Caine. Agli amanti delle atmosfere patinate, ha concesso Dee Dee Bridgewater e la Palast Orchester, a quelli in cerca di emozioni forti, Meredith Monk e Roscoe Mitchell. Artisti fuori catalogo, forse, ma dentro la storia.