Fuoricatalogo di Stefano Valanzuolo

OLTRE I  CLASSICI

Un primo sguardo oltre il catalogo dei classici l’Associazione Scarlatti comincia a gettarlo agli albori dei fantasiosi anni Settanta, spingendosi tra i meandri del jazz, quando Giorgio Gaslini porta la musica di Monk e Coltrane nella sala Scarlatti del Conservatorio.

VARCARE I CONFINI

L’obiettivo di trasgredire i confini musicali diventa titolo e mission di un disco degli Sheba Sound (“Crossing musical boundaries”) che a Napoli, su invito della Scarlatti, debuttano nel 1975, suonando i Beatles alla maniera antica. Non una moda passeggera, perché quarantadue anni dopo saranno Daniele Sepe e i Micrologus a fare qualcosa di molto simile, intonando “Lignum Norvegiae”. Gli anni Ottanta si aprono, per l’Associazione, sotto il segno libero di
Cathy Berberian e, dunque, nella possibilità di coniugare fantasia e classe. La Scarlatti proverà a raccontare la musica attraverso prospettive inconsuete, toccando il teatro (Milva – Strehler, Poli, De Crescenzo, Rigillo e la bella Histoire du Soldat secondo De Simone) e persino la danza, con il flamenco di Paco Romero.

ALTRI PUNTI DI VISTA

A partire dal 1992 il debutto del Kronos Quartet, così come il farewell concert del leggendario Modern Jazz Quartet. Da ricordare, ancora, il pienone all’Augusteo per i Madredeus di Teresa Salgueiro, reduci dai fasti wendersiani, il fascino algido della trentenne Ute Lemper, la divertente performance della Penguin Cafè Orchestra e “La bella e la bestia” di Glass – Cocteau. Franco Battiato sarà ospite illustre della stagione 2000, ma solo come recitante per Stravinskij.

FUORI CATALOGO, DENTRO LA STORIA

Alla Scarlatti va dato il merito di aver portato, unica in città, un mostro sacro della musica di oggi quale Steve Reich, e poi quello di avere integrato la propria indagine sul pianoforte attraverso il coinvolgimento di grandi jazzisti come Chick Corea e Brad Mehldau, Jacques Loussier e Uri Caine. Agli amanti delle atmosfere patinate, ha concesso Dee Dee Bridgewater e la Palast Orchester, a quelli in cerca di emozioni forti, Meredith Monk e Roscoe Mitchell. Artisti fuori catalogo, forse, ma dentro la storia.