I grandi interpreti

di Tommaso Rossi

UN NOME, UNA GARANZIA

Sin dagli esordi l’attività dell’Associazione Scarlatti è contrassegnata dalla volontà di coinvolgere nella vita musicale napoletana i più grandi interpreti della scena musicale. Non possiamo che interpretare così la doppia presenza di Arturo Toscanini nelle stagioni della Scarlatti: il grande direttore fu protagonista di due concerti, il primo il 29 novembre 1920 al Politeama Giacosa e il secondo il 20 aprile 1921 al Teatro di San Carlo.

LA REGINA DEL CLAVICEMBALO

Negli anni ’20 vediamo apparire sui palcoscenici napoletani la grande pianista/clavicembalista Wanda Landowska, interprete che aveva rilanciato alla grande il repertorio settecentesco per strumento a tastiera, in linea con la vocazione della Scarlatti per la musica antica.

GRANDI DIRETTORI…

Se tra i grandi direttori d’orchestra possiamo citare, nel periodo anteguerra, certamente Franco Capuana, Hermann Scherchen e Dimitri Mitropulos, è davvero impressionante il parterre di direttori che si avvicendarono alla direzione dell’Orchestra Scarlatti, fondata nel 1949, nel periodo in cui l’orchestra fu autonoma espressione dell’associazione, ovvero fino al 1956: da Franco Caracciolo a Desiré Defauw, da Leonard Bernstein a Karl Böhm, da Vladimir Ashkenazy a Benjamin Britten, da Sergiu Celibidache a Carlo Maria Giulini a Claudio Abbado a Riccardo Muti.

…GRANDI ORCHESTRE …

La Scarlatti ha ospitato e continua a ospitare grandi orchestre italiane e straniere. Si sono avvicendati sui palcoscenici napoletani Neville Marriner con la Academy of St. Martin in the Fields, l’Academy of Ancient Music diretta da Cristopher Hoogwood, Frans Bruggen con l’Orchestra del XVIII secolo, Riccardo Muti con la Filarmonica della Scala, Zubin Mehta con la Israel Philarmonic Orchestra, William Christie con Les Arts Florissants e Ton Koopman con l’Amsterdam Baroque Orchestra, Valery Giergiev con l’Orchestra del Marijnskij di San Pietroburgo, Ottavio Dantone con l’Accademia Bizantina, e tantissime altre.

MAGIE SU 88 TASTI

Tutti i più grandi pianisti degli ultimi 100 anni sono passati dalla Scarlatti: da Arthur Rubinstein a Wilhelm Kempff, da Wilhelm Backhaus a Walter Gieseking, da Arturo Benedetti Michelangeli (protagonista anche di un famoso tour con l’Orchestra Scarlatti nel 1955 in Austria e Germania) a Claudio Arrau, da Maurizio Pollini a Krystian Zimerman, da Alfred Brendel a Radu Lupu a Andras Schiff. Anche la scuola pianistica napoletana è stata da sempre presente nelle stagioni della Scarlatti con Vincenzo Vitale, Aldo Ciccolini, Michele Campanella, Carlo Bruno, Bruno Canino, Laura De Fusco, Kiki Bernasconi.

VIOLINISTI DI IERI E DI OGGI

Il discorso fatto per i pianisti ovviamente può essere esteso su tutti gli altri strumenti: se per il violino Adolf Busch, David Oistrakh, Isaac Stern, Nathan Milstein, Henryk Szering sono nomi mitici protagonisti di stagioni ormai lontane, Salvatore Accardo, Uto Ughi, Gidon Kremer, Itzak Perlman, Isabelle Faust, Viktoria Mullova, Massimo Quarta, Anne Sophie Mutter, Leonidas Kavakos appartengono alla storia recente dell’associazione.

GRANDI DEL VIOLONCELLO

Per il violoncello, Rostropovich fu protagonista di due concerti per la Scarlatti (nel 1970 e nel 1988), mentre Alain Meunier e Rocco Filippini sono stati tra i più assidui frequentatori delle Settimane di Musica d’Insieme dirette da Salvatore Accardo; tra i grandi interpreti di questo strumento invitati dall’associazione ricordiamo Heinrich Schiff, Mischa Maisky, Mario Brunello, Sol Gabetta, Giovanni Sollima.

COMPORRE ED ESEGUIRE

Non si può non ricordare anche il ruolo svolto dai compositori/interpreti presenti molto spesso come esecutori delle proprie musiche. Da Alfredo Casella a Benjamin Britten fino a Karlheinz Stockhausen, da Mario Castelnuovo Tedesco a Giorgio Federico Ghedini, da Goffredo Petrassi a Sylvano Bussotti.

QUARTETTI

La vocazione cameristica della Scarlatti è testimoniata dall’aver ospitato i più grandi quartetti per archi. Il Quartetto Italiano e il Quartetto Amadeus (autori nel 1976 dell’integrale dei quartetti di Beethoven), Il Quartetto Alban Berg (che scelse Napoli per la sua prima integrale beethoveniana, nel 1989) e il Quartetto Emerson, il Kronos Quartet, il Quartetto Hagen e il Quartetto Artemis sono tra le formazioni ospitate in cento anni di attività.

LE GRANDI VOCI

Questa serie di riferimenti ai grandi interpreti non può dirsi esaurita senza citare le grandi voci protagoniste delle stagioni della Scarlatti: voci liriche come Teresa Berganza o Tito Gobbi, Elisabeth Schwarzkopf o Maria Caniglia, voci “barocche” come Roberta Invernizzi, Sara Mingardo, voci legate al grande repertorio “da camera” come il baritono tedesco Dieter Fisher Dieskau, voci “eclettiche” come Kathy Berberian, Milva, Anne-Sophie von Otter, Ute Lemper, Meredith Monk.