Il complesso strumentale Alessandro Scarlatti: Vincenzo Vitale e Giacinto Caramia

di Tommaso Rossi

Fare musica da camera

Accanto all’attività dell’Orchestra Scarlatti l’Associazione Scarlatti sviluppò anche l’attività di un ensemble strumentale, cui si aggiungevano in alcune occasioni anche dei cantanti solisti, formato da sceltissimi strumentisti provenienti in massima parte dall’orchestra, allo scopo di realizzare programmi con un organico ridotto da “esportare” anche in altre città. Si trattava di un organico modulabile a seconda delle occasioni e del programma; i due animatori di questo gruppo furono il pianista Vincenzo Vitale (1908-1984) e il violoncellista Giacinto Caramia (1923-2015).

Un caposcuola

Vincenzo Vitale, che alla fine degli anni ’40 divenne vice-direttore artistico dell’Associazione Scarlatti, era una figura attivissima sin dal primo dopoguerra in città sia come pianista che come didatta, ma anche come organizzatore e animatore culturale essendo stato fondatore dell’Orchestra da Camera Napoletana nel 1944, responsabile dei concerti di Radio Napoli, animatore della Gazzetta Musicale Napoletana, periodico che si avvaleva delle prestigiose firme di Guido Pannain (1891-1997), Ulisse Prota-Giurleo (1886-1966), Anna Mondolfi (1907-1998) e altri insigni musicologi attivi a Napoli e in Italia.

Un virtuoso

Giacinto Caramia, che aveva suonato nell’Orchestra del Teatro di San Carlo, divenne uno dei principali punti di riferimento dell’Orchestra Scarlatti, affiancando dapprima Franco Caracciolo nelle scelte artistiche che avevano portato alla selezione del primo organico orchestrale, e successivamente ricoprendo il ruolo di solista in innumerevoli concerti e registrazioni radiofoniche.

Insieme

Il complesso strumentale Alessandro Scarlatti ebbe un’intensa attività anche fuori Napoli proponendo programmi che andavano dal repertorio classico alla musica contemporanea. In particolare fu protagonista di un ciclo di concerti, denominato I venerdì della Musica Viva, che si svolgeva presso la Sala Grande del Conservatorio e che prevedevano anche la presenza di una conferenza introduttiva, affidata a un musicologo o un intellettuale particolarmente competente e appassionato di musica.