Il fascismo e gli anni della seconda guerra mondiale

di Tommaso Rossi

La dittatura

Il periodo fascista non fu facile per gli organizzatori della Scarlatti. Il Regime tentò di imporre un forte ridimensionamento delle sue attività (impedendole ad esempio la realizzazione di concerti orchestrali). Opposero una strenua resistenza Cenzato e i direttori artistici Napolitano e Gubitosi. Il 31 dicembre 1937 Cenzato indirizza al Segretario del Sindacato Fascista Musicisti una lettera in cui difende la vocazione della Scarlatti al repertorio sinfonico e a quello contemporaneo. Nel 1942 riuscirà a strappare un accordo con il Municipio di Napoli e con il teatro di San Carlo, nel quale alla Scarlatti verrà affidata la direzione artistica di una stagione sinfonica realizzata con l’Orchestra del San Carlo.

Le ferite

Ferita dai bombardamenti è anche la sede della Scarlatti in Piazza San Domenico Maggiore: le suppellettili, le partiture vengono trasportate in Conservatorio, dove verranno custodite i materiali dell’Associazione.

La rinascita

Finita la guerra le attività musicali riprendono nella Sala Martucci del Conservatorio. Da un lato Vincenzo Vitale, a partire dal 1944, cura le trasmissioni dei concerti per Radio Napoli. Dall’altro, a partire dal 21 gennaio 1945, viene organizzato dal Conservatorio il ciclo Un’ora di Musica, al quale assiduamente partecipa anche Emilia Gubitosi come pianista e in qualità di direttrice del coro dell’Associazione Scarlatti.