Al Conservatorio San Pietro a Majella nel 1957 come “Premio straordinario Casella” con il Quarto di Beethoven il quat-tordicenne pianista argentino, Daniel Barenboim, non arrivò in finale e non poté esibirsi in teatro. La critica napoletana all’indomani dell’esordio partenopeo: «Il giovane pianista non è affatto quel fenomeno musicale di cui si parlava nelle presentazioni. Ha fatto valere le sue qualità senza andare oltre i limiti di una buona e accurata interpretazione, senza cioè alcun elemento eccezionale. Non è andato aldilà della normalità».