Il salto di qualità e quantità si ebbe all’inizio degli anni Settanta grazie al nuovo direttore artistico Remo Giazotto e soprattutto a Gianni Eminente, vera “mente” dell’associazione a quel tempo. I cartelloni si orientarono verso la dimensione cameristica e una completa metamorfosi portò la stagione-tipo ad assumere l’assetto che tuttora il pubblico conosce: una ventina di manifestazioni ripartite tra un buon numero di piccoli ensembles, alcuni recital pianistici, orchestre da camera in proporzione variabile, due o tre gruppi specialisti di musica antica e/o contemporanea. Vanno ricordate le integrali dei quartetti di Beethoven, i cicli dedicati alle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven (1977-978), di Schumann e Brahms (1978), ai quartetti op.74 e 76 di Haydn eseguiti ancora dall’Amadeus (1979), ai quartetti mozartiani (1991).