La Fondazione dell’Associazione Alessandro Scarlatti e la Scuola Corale

di Daniela Tortora

NASCITA DELLA ASSOCIAZIONE

La nascita dell’associazione Alessandro Scarlatti di Napoli è stata raccontata infinite volte. La penna più autorevole che vi si è cimentata sulle pagine del volumetto intitolato L’Associazione “Alessandro Scarlatti” nella vita musicale napoletana 1919-1926 è quella di Salvatore Di Giacomo, coinvolto in prima persona nella costruzione del longevo sodalizio.

EMILIA GUBITOSI E MARIA DE SANNA

La leggenda che avvolge la nascita dell’Associazione si deve innanzitutto alla novità del progetto fondativo ideato da due giovani donne: Emilia Gubitosi, pianista compositrice e direttrice di coro, e la sua facoltosa amica Maria De Sanna, figlia del rinomato industriale Roberto, amante dell’arte, musicofilo e imprenditore musicale. All’interno del circolo delle dame che si riunisce a casa De Sanna prende vita l’idea di un sodalizio per la riscoperta e la valorizzazione del repertorio di musiche polifoniche antiche. La Gubitosi ne chiarisce i due presupposti essenziali: la sua passione per il canto corale, e l’assenza allora di iniziative nel campo della musica corale a Napoli, a fronte di un repertorio infinito di tesori nascosti.

VOCAZIONE CORALE

La vocazione vocale e corale contraddistingue buona parte delle iniziative e di concerto e di scuola del primo decennio di attività e fa della Scarlatti un vero e proprio unicum nel contesto cittadino. Tenuto conto di detta vocazione, risulta scontato il coinvolgimento di Giovanni Tebaldini, illustre cultore della polifonia antica, compositore e direttore d’orchestra, introdotto alle dame fondatrici da Di Giacomo.

IL PRIMO STATUTO

La stretta relazione esistente tra l’Associazione e la Scuola corale annessa è ribadita all’interno dello Statuto della Società corale che accoglie l’elenco delle Norme per l’iscrizione alla Scuola corale gratuita maschile e femminile. La scuola corale era aperta anche ai non professionisti della musica, cioè anche a coloro i quali non erano allievi del conservatorio. Si poteva accedere al corso di canto corale a patto di rispettare le norme e di seguire un certo percorso.

RITORNIAMO ALL’ANTICO

L’orientamento della Scarlatti sul fronte della musica corale e della polifonia è segnato dal “ritorno all’antico”, vale a dire dalla rinnovata frequentazione dei repertori musicali preromantici, dal gregoriano al glorioso Settecento napoletano, ancorché italiano, anche ai fini della sagomatura del moderno.

UN REPERTORIO PIÙ AMPIO

Il ritorno all’antico non è da intendersi come un’operazione passatistica o nostalgica, ma consiste nel riproporre repertori dimenticati e abbandonati. Su questo Franco Michele Napolitano, marito della Gubitosi e direttore artistico della Scarlatti, è molto chiaro: propone l’allargamento del repertorio come indispensabile superamento dell’accademismo allo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione di tutta la produzione antica e moderna, italiana e internazionale.

CONSERVATORIO E ASSOCIAZIONE SCARLATTI: UNA VOCE UNICA

Il legame dei Maestri della Scarlatti con il Conservatorio San Pietro a Majella genera una singolare polarità all’interno della triade istituzionale Conservatorio / Teatro di San Carlo / Associazione Scarlatti: si pensi non soltanto ai coniugi Gubitosi-Napolitano, entrambi in servizio presso il San Pietro a Majella, ma anche a Francesco Cilea, direttore del Conservatorio e qui Presidente onorario, a Gennaro Napoli e Guido Pannain (rispettivamente Maestri di Composizione e di Storia della musica), qui membri della Commissione consuntiva artistica della Società insieme a Di Giacomo e Tebaldini.

UNA SALA DA CONCERTO PER LA CITTÀ

Il trionfo di detta polarità si raggiunge con la ‘duplice’ inaugurazione della Grande Sala da concerto del San Pietro a Majella intitolata, per l’appunto anch’essa, ad Alessandro Scarlatti. Al solenne concerto inaugurale organizzato dal Conservatorio, in data 5 dicembre 1925, partecipa la Scuola corale Scarlatti guidata dalla Gubitosi accanto all’orchestra dell’Istituto diretta da Camillo De Nardis con un programma di musiche di scuola napoletana; di lì a poco, in data 27 dicembre 1925, l’Associazione Scarlatti propone il suo primo concerto all’interno della Grande Sala, la “Commemorazione di Alessandro Scarlatti” con il discorso di Tebaldini e il binomio Napolitano, direttore d’orchestra, e Gubitosi, Maestra del coro, alla testa delle compagini della Società.