Come disposto da Mussolini, i principali quotidiani pubblicarono il Manifesto degli intellettuali fascisti redatto da Giovanni Gentile, il primo documento che fissava le linee ideologiche di adesione al regime. Tra i 250 aderenti non ci fu Matilde Serao, che firmò invece il Manifesto degli intellettuali antifascisti scritto da Benedetto Croce. Grande giornalista, scrittrice di successo, Serao fu il perno della vita culturale cittadina (nella foto, con Salvatore Di Giacomo) e fu amica di Emilia Gubitosi. Due anni dopo, alla sua morte, l’autrice de Il ventre di Napoli fu salutata da tutta la città con profonda commozione.